Il giovane Holden di J. D. Salinger || Recensione

Bentornati lettori,

Oggi parliamo di un libro che ancora oggi è considerato un capolavoro della letteratura nord americana. Non si può non averlo letto almeno una volta nella vita.

Titolo – Il giovane Holden
Editore – Einaudi
Autore – J. D. Salinger
Genere – Classico
Anno di pubblicazione – 1951
Protagonisti – Holden Caulfield
Prezzo – € 12.00
Voto – ⭐️⭐️⭐️

“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”.

Sono passati più di sessant’anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell’aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e tutto quello che gli è cascato addosso dal giorno in cui lasciò l’Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione, ciascuno vi ha letto la propria rabbia, ha assunto il protagonista a “exemplum vitae”, e ciò ne ha decretato l’immenso successo che dura tuttora.

È un libro che consiglio soprattutto ai ragazzi, dato che il protagonista affronta il passaggio all’età adulta.

Il titolo originale era “The catcher in the rye” che si potrebbe tradurre come “Il raccoglitore nella segale” (in riferimento alla citazione che ho inserito qui di seguito).

“Ad ogni modo, mi immagino sempre tutti questi ragazzi che fanno una partita in quell’immenso campo di segale eccetera eccetera. Migliaia di ragazzini, e intorno non c’è nessun altro, nessun grande, voglio dire, soltanto io. E io sto in piedi sull’orlo di un dirupo pazzesco. E non devo fare altro che prendere al volo tutti quelli che stanno per cadere nel dirupo, voglio dire, se corrono senza guardare dove vanno, io devo saltar fuori da qualche posto e acchiapparli. Non dovrei fare altro tutto il giorno. Sarei soltanto l’acchiappatore nella segale e via dicendo. So che è una pazzia, ma è l’unica cosa che mi piacerebbe veramente fare“.

Devo ammettere che è stata una lettura insolita per me infatti non l’ho completamente apprezzata ma neanche denigrata.

La trama è praticamente inesistente o quasi. La sottile ironia non mi è dispiaciuta per niente. La narrazione è in prima persona. Il linguaggio semplice ti avvicina molto al protagonista, rendendolo quasi vivo. Tra l’altro è davvero facile rivedersi in Holden: un ragazzo che odia tutto e tutti.

Però l’ho trovato davvero molto ripetitivo e questo lo ha reso troppo lungo (pur essendo un libro di appena 251 pagine).

Nell’edizione originale (e anche in quella italiana Einaudi, collana Tascabili) la copertina è completamente bianca. Questa cosa è stata voluta dall’autore stesso, affinché il libro venisse scelto per il contenuto. Voleva infatti che i lettori non fossero guidati nella scelta del libro e lo scegliessero solo per la curiosità di leggerne i contenuti.  

Mi piacerebbe leggere altro di Salinger in modo da poter conoscere meglio l’autore.

Voi lo avete letto? Vi è piaciuto?


3 pensieri riguardo “Il giovane Holden di J. D. Salinger || Recensione

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