La collina dei conigli di Richard Adams || Recensione

Bentornati lettori,

Oggi parliamo di un libro che per me è stato controverso il cui titolo originale è Watership Down (viene dal nome della collina che è la destinazione del viaggio).

Titolo – La collina dei conigli
Editore – Rizzoli
Autore – Richard Adams
Genere – Fantasy
Anno di pubblicazione – 1972
Protagonisti – Moscardo, Quintilio, Parruccone
Prezzo – € 11.00
Voto – ⭐️⭐️⭐️

Dice un detto degli uomini: «Non piove mai, diluvia». Il che non è esatto, ché spesso piove senza diluviare. Il proverbio dei conigli è più preciso. Essi dicono: «Una nuvola si sente troppo sola». Ed è proprio vero perché, quando appare una nuvola in cielo, spesso altre ne arrivano e di lì a poco il tempo s’imbroncia“.

Il timido Quintilio è un profeta e sa che una terribile minaccia sta per abbattersi sulla sua gente. Ma quando tenta di mettere in guardia il suo popolo, non viene creduto. In compagnia di un gruppo di fidi compagni, intraprende allora un viaggio alla conquista della libertà e di una nuova possibilità di vita. E se questo è lo scopo, che importa che Quintilio e i suoi amici siano conigli? Un romanzo epico con cui la letteratura contemporanea ricrea la sua “Iliade” e la sua “Odissea”. Con la copertina realizzata da Will Staehle.

Ho impiegato un mese per leggerlo e non a causa della mole di pagine. Sono stata bipolare nei confronti di questo libro perché se da un lato mi annoiava dall’altro volevo sapere.

Il romanzo è diviso in 4 parti. Ho odiato la prima a tal punto da pensare più volte di interrompere il libro (cosa che non faccio quasi mai). Dalla seconda invece la storia ha cominciato ad avere un senso ai miei occhi.

Questo libro è stato pensato per i bambini infatti trae origine da una storia che l’autore scrisse per le sue due figlie. Personalmente non la consiglierei fino alle scuole medie. È inquietante per certi aspetti. L’orrore si nasconde nei posti più inaspettati.

Mi ha un po’ ricordato la distopia del mio amato Orwell pur rimandendone anni luce al di sotto (ma gente non si scappa, Orwell non si tocca).

C’è un detto fra i conigli: Nella conigliera, più racconti che cunicoli. E un coniglio non può rifiutarsi di narrare una storia, più di quanto un irlandese possa rifiutare una scazzottata.”

I conigli sono stati inseriti nel loro habitat naturale anche se sono stati antropomorfizzati.

La parte horror sta nel fatto che a volte il male non si nasconde dove ci aspetteremmo ma nei posti che invece ci sembrano più sicuri.

Avete letto questo libro?

Vi è piaciuto?


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