Loki. Il giovane dio dell’inganno di Mackenzi Lee|| Recensione

Bentornati lettori,

Oggi parliamo di mitologia norrena ed in particolare di Loki.

Non è ancora giunto il momento di misurarsi con gli Avengers: per ora il giovane Loki è impegnato al massimo delle sue forze per dimostrarsi eroico, mentre tutti intorno a lui lo ritengono inadeguato. Tutti tranne Amora, l’apprendista maga, che sente Loki come uno spirito affine e riesce a vedere la sua parte migliore. È l’unica che apprezzi la magia e la conoscenza. Un giorno però Loki e Amora causano la distruzione di uno degli oggetti magici più potenti conservati ad Asgard e lei viene esiliata su un pianeta dove i suoi poteri svaniscono. Privato dell’unica persona che abbia visto la sua magia come un dono piuttosto che una minaccia, Loki scivola sempre più nell’ombra di suo fratello Thor. Ma quando tracce di magia vengono ritrovate sulla Terra e messe in relazione con alcuni omicidi, Odino manderà proprio Loki a scoprire cos’è successo. Mentre si infiltra nella Londra del diciannovesimo secolo, la città di Jack lo Squartatore, Loki intraprenderà una ricerca che va oltre la caccia a un assassino. E finirà per scoprire la fonte del proprio potere e quale sarà il suo destino.

“La domanda ci tormenta da secoli: possiamo davvero cambiare il nostro destino?”

Se vi aspettate di trovare il Loki che abbiamo conosciuto nell’universo Marvel resterete delusi. Non lo è ancora e allo stesso tempo lo è già stato perché la linea del tempo ad Asgard funziona in modo diverso. Conosceremo un giovanissimo Loki ancora acerbo, inserito in uno dei contesti storici più belli in assoluto: la Londra Vittoriana.

Il suo primo incontro con gli umani mi ha intenerito e divertito allo stesso tempo. Ha cambiato idea su alcune cose, su molte altre no.

Anche se non è il tema centrale vengono accennati argomenti importanti come l’omosessualità e la parità tra i sessi. Questi argomenti, visti dagli occhi di un Loki totalmente estraneo ai pregiudizi costruiti dagli uomini, appaiono per quello che sono: stupidi e infondati. Loki non capisce il motivo del pregiudizio perché semplicemente non c’è alcun motivo alla base. Anche se queste cose sono state solo accennate le ho apprezzate molto.

Esilarante il primo approccio di Loki con l’alcol secondo cui è molto meglio l’idromele (perché è buonissimo no? 😋😂).

Questo libro rappresenta perfettamente la profezia che si auto-avvera. Sapete cos’è? In sociologia è quel fenomeno secondo il quale un preconcetto su qualcuno incide sul suo comportamento futuro facendo avverare ciò che si era pensato potesse accadere. In altre parole, se per tutti siamo il cattivo della storia è più facile esserlo davvero, no?

“Sei già il cattivo nelle storie di tutti. Perché non inizi a interpretare la tua parte?”

❓Cosa ne pensate? Avete letto Loki? Il vostro personaggio preferito della Marvel?

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