L’uomo in fuga di Stephen King || Recensione

Bentornati lettori,

Torniamo a parlare di Stephen King!

‼️Prima di parlarvi di “L’uomo in fuga” ci tengo a fare un piccolo disclaimer. Ho letto questo libro prima che nascesse l’idea del gruppo di lettura #unannoconking . Ovviamente lo rileggerò con gli altri ragazzi del gruppo quando arriverà il suo turno ma nel frattempo ve ne parlo brevemente…

Il protagonista del libro è Ben Richards. Egli decide di partecipare alle selezioni per “L’Uomo in fuga”, un sadico show televisivo in cui il protagonista, braccato dai cacciatori della Rete e da chiunque lo riconosca, guadagna cento dollari per ogni ora di sopravvivenza e, se è fortunato ed è ancora vivo allo scadere dei trenta giorni concessigli, un miliardo di dollari. Ben, che vuole quei soldi per curare la figlia malata, supera le selezioni…

I titoli dei capitoli rappresentano un conto alla rovescia, da “meno 100…” a “… 000”. Questa struttura contribuisce a creare un grande pathos.

Leggendo questo libro ho finalmente capito a chi si sono ispirati gli Hunger Games. I giochi non potevano che essere stati inventati (seppure in forma un po’ diversa) dal re.

Mi ha anche ricordato “La lunga marcia”. Entrambi (insieme ad altri tre libri) sono stati scritti sotto lo pseudonimo di Richard Bachman.

Come può la specie umana riuscire a spingersi così tanto oltre per mero intrattenimento? King riesce a scavare nell’animo umano arrivando alla parte più sadica e perversa.

❗️CURIOSITÀ❗️King ha dichiarato di averlo scritto in sole 72 ore.

❓Partecipereste mai ad un gioco del genere in cambio di tanti soldi?

#luomoinfuga

#LoScrignodiAriaReview

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