Il bambino che disegnava le ombre di Oriana Ramunno || Recensione

Bentornati lettori, oggi vi parlo di uno dei libri che più mi sono piaciuti ultimamente.

“-E’ proprio bizzarro, non trova?

-Cosa?

-Che un uomo sia punito ad Auschwitz per aver commesso un omicidio.”

Quando Hugo Fischer arriva ad Auschwitz è il 23 dicembre del 1943. È stato chiamato nel campo per scoprire chi ha assassinato Sigismud Braun, un pediatra che lavorava a stretto contatto con Josef Mengele durante i suoi esperimenti con i gemelli, ma non ha idea di quello che sta per affrontare. Fischer si ritroverà a vedersela con un’umanità crudele e deviata, ma anche con alcuni prigionieri che continuano a resistere. Tra loro c’è Gioele, un bambino ebreo dagli occhi così particolari da avere attirato l’attenzione di Mengele.

Ho scelto di leggere questo libro per due ragioni. Da un lato perché si tratta di un giallo storico (genere che apprezzo molto), dall’altro c’è un dettaglio della trama che mi ha colpito molto: si tratta di una storia ambientata ad Auschwitz in uno dei momenti più bui di sempre… nel periodo di Natale. Il contrasto è così potente da destabilizzare il lettore e rendere le atrocità dei campi di concentramento ancora più abominevoli.

Oriana Ramunno è stata bravissima nell’affrontare tematiche del genere con grande delicatezza. Nonostante “il caso” narrato sia ovviamente frutto di fantasia, tutto il contorno è mostruosamente reale. L’autrice pur muovendosi su due piani narrativi diversi, quello della storia e quello della fantasia/del giallo, è riuscita a fonderli alla perfezione creando, a mio parere, uno dei libri migliori nel suo genere.

Oriana ci offre diversi punti di vista. Dall’uomo che è sceso a compromessi con il nazismo per paura, all’innocenza di un bambino troppo puro per comprendere gli orrori di questa realtà.

Nonostante si tratti di una storia amara, l’autrice ci dona anche un po’ di speranza. Ecco… ho trovato questo ingrediente fondamentale. Rappresenta la ciliegina sulla torta di un’opera già magistrale.

Ho letto tantissimi libri ambientati ad Auschwitz e continuerò a farlo perché nonostante il dolore che trasmettono è fondamenta non dimenticare. Anche se la storia segue una certa ciclicità, certi orrori non dovrebbero ripetersi mai!

Se cercate un libro che lasci il segno “Il bambino che disegnava le ombre” è quello che fa per voi.

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